Dal 1923, la cucina milanese come si faceva una volta
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Tutto ebbe inizio quando Giovanni Brambilla, figlio di contadini della bassa lombarda, aprì una piccola trattoria lungo il Naviglio Grande con una manciata di tavoli e la ricetta della madre per la cassoeula. Era il 1923, e Milano era ancora una città che sapeva di nebbia e carbone.
Nel dopoguerra fu suo figlio Ernesto a rinnovare la sala tenendo fede alla cucina di sempre: il risotto al midollo, l'ossobuco con la gremolata, la busecca del giovedì. Oggi è la nipote Carla — terza generazione — a presiedere la cucina con la stessa cura ostinata per la materia prima e il gesto antico.
Nulla qui è stato inventato. Tutto è stato tramandato.
Una selezione di vini scelti con cura, degni della tavola milanese
Serralunga d'Alba. Note di rosa appassita, tabacco e liquirizia. Tannini setosi, finale lunghissimo. Grande Barolo da meditazione.
Valpolicella Classico. Uvaggio di Corvina, Rondinella e Molinara appassite. Vellutato, caldo, con sentori di ciliegia sotto spirito e cioccolato amaro.
Montalcino, Toscana. Sangiovese Grosso in purezza. Elegante e austero, profumo di violetta, tabacco e terra bagnata. Uno dei grandi vini italiani.
Valtellina. Nebbiolo appassito delle Alpi valtellinesi. Concentrato, avvolgente, con aromi di frutti di bosco e spezie dolci. La risposta valtellinese all'Amarone.
Franciacorta, Lombardia. Chardonnay in purezza. Bollicine finissime, perlage elegante. Profumo di lievito, pesca bianca e fiori d'acacia.
La lista vini completa è disponibile in sala. Si accettano richieste particolari con preavviso di 48 ore.
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Nel cuore dei Navigli, a Milano
Via Ascanio Sforza 19
Milano (MI) — 20136
Martedì–Domenica: 12:30–14:30 / 19:30–23:00. Lunedì chiuso.